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Lori

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Il paroliere

Stare insieme a te è stato rilassante come togliere i semi di limone dalla macedonia
19 March

Frammenti di colloqui di lavoro, parte 2

13 dicembre 2006

La data è già un programma. Tredici, il mio numero fortunato. Per fortuna non è venerdì. Colloquio numero tre. Luogo: agenzia di comunicazione che si occupa di consulenza aziendale, zona fiera. “Bè, non è proprio il mio campo d’interesse ma tentare non costa nulla” penso, sgomitando tra due gentili vecchiettine che, piazzate strategicamente davanti alle porte della metro, m’impediscono di scendere. Nonostante il gradevole olezzo d’ascelle che si propagava nel vagone, mi rendo conto che sono solo le nove e mezza di mattina e, tirando un profondo respiro di sollievo (provate voi a tapparvi il naso e vediamo quanto resistete…), mi dirigo verso l’aria aperta. Ah, finalmente un po’ di salutare smog… Cinque minuti e sono già in sede di colloquio in perfetto orario anzi, addirittura in leggero anticipo. Vengo accolta molto gentilmente dalla segretaria che mi fa attendere in un ufficio dove quattro ragazze stanno lavorando alacremente. Anch’esse, molto disponibili, mi chiedono se desidero un caffè o una fetta di torta che una di loro aveva portato per festeggiare il suo compleanno. Ringrazio e faccio gli auguri alla festeggiata, ma rifiuto gentilmente, per circostanza naturalmente, perché avrei volentieri assaggiato almeno tre fette di quella deliziosa torta al cioccolato e mele, dal momento che, per arrivare puntuale al colloquio, avevo saltato la colazione. Dopo soli dieci minuti di attesa arriva il direttore per il colloquio. “Grazie, Signore grazie. Grazie, Signore grazie” canto tra me. Ancora pochi secondi in quell’ufficio ad aspirare l’aroma di quella torta che sembrava davvero deliziosa e non avrei risposto delle mie azioni. Il direttore ha l’aspetto bonario di Babbo Natale, stessa barba, stessa pancia… Chissà se nel sacco regali ha un bel lavoretto per me. Mi siedo su una comoda poltroncina nera e lo ascolto pazientemente. “Ha visto il nostro sito? Ha visto com’è bello e colorato? Ha visto quante belle iniziative organizza l’agenzia? Bene, lo stage per cui lei si è candidata non centra nulla con tutto ciò”. Incoraggiante come premessa. “Conosce il vitello a carne bianca?” mi chiede all’improvviso. Lo guardo un po’ spiazzata; sinceramente mi sarei aspettata di tutto fuorchè quella domanda. Dunque… Babbo Natale incalza. “Sa cos’è il vitello a carne bianca?”. “Ehm… sì” rispondo un po’ esitante. “Il vitello è un animale”. Complimenti Lorenza, ottima deduzione… “Come si dividono le carni?”. Qua rispondo sicura. “Carne bianca e carne rossa”. “Cioè?”. “Bè, la carne rossa è quella dei bovini, mentre quella bianca è tipica dei volatili” rispondo orgogliosa della mia cultura alimentare. Ecco che arriva la domanda trabocchetto. “Il vitello però è un bovino, perché  si definisce a carne bianca?” Ditemi che è uno scherzo. “Già, perché si definisce a carne bianca? Bella domanda” penso tra me. “Perché viene alimentato con latte, ecco perché. Non si preoccupi, non rientra nel test…” conclude rassicurandomi. A questo punto inizio a chiedermi cosa faccio lì. Il giorno prima le selezioni di Amici, ora l’allestimento del banco carni all’Esselunga. Uhm… c’è qualcosa non va. Babbo Natale però, probabilmente leggendomi nel pensiero, mi ragguaglia sul perché di quell’introduzione. “Tutto questo per dirle che dovrà scrivere di vitelli. Manderà mail, riceverà comunicati e cercherà su internet notizie sul vitello, sul suo allevamento, sul cibo per animali e via dicendo”. Wow, mondo trema, la regina della porchetta sta arrivando. I miei sogni di gloria hanno vita breve però, perchè Babbo Natale mi riporta alla realtà: “Scriverà solo di vitelli, al massimo qualche cane e gatto che sono più carini”. Una proposta allettante, ci penserò. Così ho fatto: la prossima settimana ho un altro colloquio. Sotto a chi tocca.

18 March

Frammenti di colloqui di lavoro

12 dicembre 2006

Oggi è il 12/12/06. Alle ore 12 ho avuto un colloquio in via Alamanni 12. “Che coincidenza”, ho pensato, così ho giocato il numero 12 al lotto. Naturalmente ho perso i tre euro che ho indegnamente scialacquato, bando all’avarizia, e, per la cronaca, il numero civico della sede del colloquio era il 16. Tutto sbagliato. A causa di una manifestazione organizzata in piazza del Duomo che bloccava il traffico, compreso il tram che avrebbe dovuto portarmi al colloquio, sono arrivata in ritardo di mezz’ora. E pensare che sono uscita un’ora prima di casa per evitare sgradevoli inconvenienti… Avrebbe potuto andar peggio” penso, una volta seduta comodamente nella graziosa sala d’aspetto della redazione presso cui avevo il colloquio: “Luxgallery”, il portale del lusso su cui avrei dovuto scrivere, in caso di esito positivo naturalmente… Conosco il mio “tutor” che dovrebbe occuparsi di me e della mia “formazione professionale”, se vogliamo definirla così. Un uomo in gamba, intelligente, forse un po’ troppo elegante e curato nell'aspetto (vuoi mettere l'uomo rude col pelazzo d'ascella che spunta dalla canotta bianca? Tutta un'altra cosa...) per i miei gusti, ma tutto sommato simpatico. Il colloquio dura quasi un’ora, ma il tempo vola senza che neanche me ne accorga. Abbiamo un sacco di cose in comune, stessi interessi, stessi gusti letterari, stessa squadra del cuore… quasi mi dimentico di essere a un colloquio di lavoro. Insomma, sembra che tutto fili liscio, a parte qualche sbavatura, come la mia risposta alla domanda: “Hai letto i libri di Sophie Kinsella? I love shopping, ecc…”. “No, veramente mi sono rifiutata categoricamente di leggere qualcosa che parli di argomenti così futili…”. Si può essere più stupidi? Sto sostenendo un colloquio per una posizione di redattrice web per un portale che parla di lusso, shopping sfrenato e marchi esclusivi e sputo nel piatto in cui, ipoteticamente, dovrei mangiare??? Ebbene sì, e ho fatto anche di peggio, ma questa è un’altra storia. Ad ogni modo, tutto perfetto, o almeno così penso io, fino a quando non mi chiede cinque marchi di borse che rientrino nella categoria lusso. Panico! “No, non pensarci, rispondi al volo”. Dunque, Gucci, e fin qua ci siamo, Prada, classico, oso, con voce timida come quando il primo giorno di scuola la maestra chiede come ti chiami, Yves Saint-Laurent. Esulto, “Evvai, ci sono, me ne mancano solo due… Perdindirindina, non mi vengono in mente. Nooo”. Possibile che non abbia pensato a Louis Vuitton o a Furla (credo che rientri a pieni titolo…) o a Chanel? Quando poi mi ha chiesto cinque orologi di lusso è andata anche peggio. Calvin Klein, l’accendiamo? Breil, fuochino? “AAARGH, come ti sei permessa di dire Breil, è commerciale”, come mi ha fatto gentilmente notare mezz’ora dopo il mio Amore con la A maiuscola. “Avresti dovuto dire Rolex”. Scema io a non pensarci, d’altronde più che Swatch non compro… e quando il mio interlocutore mi ha chiesto quanto costa un accessorio Breil, la mia risposta è stata: “Troppo per le mie finanze”. Orsù, siamo positivi, avrebbe potuto andare peggio.

Dal regno del lusso a quello dei figli dei fiori. Nel pomeriggio ho avuto un altro colloquio, questa volta all’Accademia dello Spettacolo.Piena di buoni propositi e di belle speranze (soprattutto) mi avvio verso il luogo del supplizio. All’improvviso mi ricordo di aver dimenticato sul tavolo della sala la copia del curriculum che mi era stato accuratamente raccomandato di portare. “Iniziamo bene”. Non importa, me la caverò comunque. Così, orgogliosa della mia fluente capigliatura ancora perfettamente liscia, merito della piastra in ceramica da 169 euro che ho acquistato in un momento di follia, convinta di fare anch’io la mia porca figura, come dimostrano chiaramente i fischi di un camionista di passaggio, arrivo a destinazione, ignara di quello che mi aspettava. Mi accoglie un’alternativa con i rasta e mi fa sedere tra un bongo e una maschera africana, il direttore dell’accademia con cui sostengo il colloquio è uno pseudo artista, un mix tra Andy Wharol ed Elton John che quando mi congeda sembra avermi notata per la prima volta. Un colloquio che si è rivelato una perdita di tempo; se avessi mandato la mia arzilla zia settantacinquenne, probabilmente avrebbe riscosso maggior successo. Insieme a me arriva un altro ragazzo, tale Stefano, che in seguito scopro essere l’ex fidanzato di una mia ex compagna di squadra ai tempi in cui fingevo di giocare a calcio (il mondo è davvero piccolo…), che riesce catalizzare l’interesse del direttore. Quest’ultimo infatti, che, in fondo, nel suo inconscio, si crede un po’ il Pippo Baudo della situazione, sempre alla scoperta di nuovi talenti, ascolta incantato il mio “rivale” mentre parla delle sue aspirazioni in ambito teatrale e, essendo giustamente alla ricerca di attori, già lo assolda nella squadra. “Ma… se non sbaglio nell’annuncio cercavate un/a addetto/a alla segreteria organizzativa della scuola. La signorina che, gentilmente, mi ha fissato telefonicamente il colloquio, non mi aveva detto che erano già iniziate le selezioni di “Amici”. Almeno fatemi vedere la De Filippi” penso tra me, convinta di aver perso qualche passaggio nella conversazione. No, mi sbaglio, di Kledi neanche l’ombra. Finalmente arriva il momento del congedo, “lo strazio è finito” penso, alzando gli occhi al cielo, “Deo Gratias”. Saluto Pippo che mi guarda con i suoi occhioni sgranati come se si chiedesse cosa ci facessi lì e, sinceramente, me lo sto ancora chiedendo anch’io. Mi porge il biglietto da visita dell’Accademia, avevo giusto bisogno di un pezzetto di carta in cui sputare il chewin-gum che ho prontamente nascosto sotto la lingua durante l’intero colloquio, e mi stringe la mano. A mai più!!!

12 March

Informazione di servizo

Dopo tanto tempo, dopo i fasti dei Mondiali, sono tornata.
Per ora con una semplice informazione, ma presto il mio blog ricomincerà a vivere  
Intanto, cari i miei 25 lettori (preferirei foste un po' di più, ma ho paura siate mooolti meno...), visitate numerosi:
 
                                                  www.sportal.it
 
Da pochissimo tempo ho iniziato uno stage nella redazione di questo fantastico portale sportivo, vi piacerà, ne sono sicura, per cui... VISITATELO!!! Non rimarrete delusi.
Besitosss e a presto!!!
 
 
20 June

Miti nel pallone

Dunque… se non sbaglio in un post precedente avevo parlato di Alessandro Del Piero e mi ero augurata che i risultati sul campo rendessero di più delle sue citazione omeriche. Uhm… alla luce degli ultimi avvenimenti mi rendo conto che c’è qualcosa che non va. Forse porto iella. Può darsi. Fatto sta che sabato sera, durante la partita Italia-USA, terminata 1-1, il nostro pinturicchio non ha propriamente spiccato. Oddio, qualche occasione se l’è procurata, non diciamo di no, è andato addirittura vicino al gol, ma è forse un po’ pochino per uno che si è paragonato ad Achille… o sbaglio? La grinta e la rabbia del Pelide dov’erano finite quando il nostro Alex dal fiero cipiglio è sceso in campo  ? Le aveva dimenticate sulla collinetta  ? Non certo come Daniele De Rossi, forse fin troppo grintoso e rabbioso… Qualcuno ha spiegato al nostro giovane gladiatore che non si trovava a un incontro di wrestling  ? La presenza della palla in campo qualcosa doveva pur significare… E il nostro ct Marcello Lippi, mente diabolica della compagine italiana, come ha reagito a tutto ciò? Bè, anche lui è rimasto deluso anzi, si è molto molto arrabbiato. Tant’è che domenica, per punizione, ha lasciato la giornata libera ai valorosi guerrieri. Tiè, brutti cattivoni, così imparate. Lui invece, poverino, si è sobbarcato sulle poderose spalle l’immane fatica di una conferenza stampa tra le grinfia di pericolosi giornalisti, italiani e non. Ha combattuto strenuamente, con le unghie e con i denti, per difendere il valore della Nazionale. Ha addirittura incitato il popolo italiano a credere nei colori azzurri, ad avere fiducia. Inizialmente voleva utilizzare come portavoce il passerotto di Del Piero, l’uccellin viaggiatore che beve anche lui, come il suo padrone, acqua Uliveto per sentirsi in forma (ecco svelato l’arcano: Alex non ha bevuto abbastanza acqua…), poi però ha deciso di incaricare la stampa di quest’onere. Durante la conferenza, per rendere maggiormente credibile la sua sicurezza, ha cercato sempre di mantenere intatto il suo sorriso e, naturalmente, non si è dimenticato di mostrare il proprio sex appeal. Vittima inconsapevole e, oserei dire, INCONSUETA, una giornalista. Alla domanda da lei rivolta sugli sbagli (o presunti sbagli) di Lippi nella scelta della formazione, il ct ha replicato: “La prossima volta li scelga lei gli uomini”. Naturalmente ha corredato la risposta di un ammiccante sorriso e di un occhiolino. Ah, vecchia volpe  … Speriamo che l’Italia vada avanti nella sua avventura tedesca. Anche arrancando, non importa, ma speriamo arrivi più in alto possibile, perché, se così fosse, potremmo vederne delle belle, anzi, ancor più belle. E ricordate: al peggio non c’è mai fine. Ciauzzz.

16 June

Fatti e misfatti

In questi giorni il calcio è uno degli argomenti più gettonati. Complici, prima lo scandalo “calciopoli”, poi i Mondiali, ovunque si parla di questo sport. Ho visto qualche spezzone della partita tra Argentina e Serbia Montenegro. Tutti parlano del Brasile come superfavorita, ma io, a dispetto dei giudizi altrui, sperando di non portare sfortuna all’Argentina, se fossi nei panni dei giocatori della nostra Nazionale, temerei molto di più la squadra di Crespo. 6-0 alla Serbia. Che spettacolo. Gli argentini si godono la meritata vittoria. I più soddisfatti penso che siano Burdisso, Cambiasso e anche Cruz che non ha giocato. Interisti doc, non sono abituati ai successi sportivi, così vogliono trionfare almeno con la loro nazionale. Quando ricapiterà loro un’occasione come questa  ? Per quanto riguarda i nostri azzurri che dire? Domani affronteranno gli Stati Uniti: partita attesissima. Fino ad oggi ci siamo goduti, forse un po’ troppo, la vittoria ottenuta contro il Ghana. Domani sarà più difficile. Si accettano scommesse. Certo è che se Toni gioca come lunedì, dovremmo essere in una botte di ferro. E’ talmente bravo che l’Inter gli ha messo gli occhi addosso. Perché rovinare così la carriera di una stella? Poverino… uno fatica per guadagnare pochi milioni di euro e poi, dal nulla, arriva l’Inter e manda tutto a rotoli. Non pensa alla famiglia di questo povero lavoratore  ? Il responsabile dell’area tecnica nerazzurra, Gabriele Oriali, ha detto in un’intervista che Toni cerca “una squadra che gli dia più chance di vincere”. Mi chiedo a chi si riferisse… No, povera Inter, perché bistrattarla tanto? Io stessa sono interista. Da sempre. Ho 25 anni e tifavo per la beneamata da quando ero ancora una pischellina. Ricordo benissimo l’ultimo scudetto che abbiamo vinto: ho visto la partita su un televisore in bianco e nero, vecchio cimelio di famiglia… Non allarmatevi, la tv a colori esisteva già…  Era l’Inter dei tre tedeschi, Klinsmann, Brehme e Matthaus, allenata da Trapattoni. Che ricordi. Avevo solo otto anni, ma mi sembra ieri. Da quel momento poi il buio assoluto. Ora però, con lo scandalo calciopoli, finalmente la luce. Se Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio andassero in serie B, il prossimo anno potremmo addirittura arrivare secondi. Al primo posto ci sarebbe la Roma… Ad ogni modo, la cosa peggiore che potrebbe accadere al nostro calcio sarebbe che, come ho sentito dire in giro, se l’Italia vincesse il Mondiale,  coloro che sono implicati in “moggiopoli” potrebbero ricevere un’amnistia  . Uhm… non è possibile… devo aver capito male ma, se così fosse, in questo caso: FORZA ARGENTINA!!!

 
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